A passeggio nella Storia del Tennis
Perry, il campione anti-inglese
Negli anni 30 conquistò tre Wimbledon di fila e regalò quattro Davis al suo Paese, ma detestava le rigidità e le debolezze dei connazionali. E con il suo tennis tutto anticipo e arroganza dimostrò ai british che per vincere non basta il talento: occorre la cattiveria.
Lacoste, un coccodrillo per amico
René Lacoste fu il campione, tout court. Il giocatore di punta di una squadra che in Davis divenne leggendaria, il primo dei Quattro Moschettieri. Nel tennis incarnò la Francia, più di ogni altro. Ma come seppe di essere ormai il più forte sul campo, mise da parte la racchetta per dedicarsi ad altre avventure, nelle quali avrebbe ricominciato da capo la sua eterna ricerca dell\'unica cosa che lo interessava: essere il migliore.
Maioli, più di un numero due
Uno dei giocatori più in vista del tennis italiano anni Sessanta, sei titoli assoluti, tre vittorie in tornei internazionali e cinque anni di Davis nel suo palmares. Oggi Giordano Maioli è a capo del settore tennis di una delle aziende storiche dell\'abbigliamento sportivo italiano, l\'Alpina, che gestisce il marchio Australian.
Tacchini... Il tennis a colori
Prima tennista, poi imprenditore, ma sempre uomo in grado di vedere un passo più in là degli altri. Sergio Tacchini chiuse ancora giovane la sua carriera tennistica per prendere in mano quella da imprenditore e portare un marchio tutto italiano a competere con le multinazionali del settore. La Tacchini portò il colore nel tennis, anche grazie ai testimonial più grandi, da Nastase a McEnroe e Sampras.

Sei gentiluomini e una rivista

wimbledon 1921

A quasi 150 anni dalla sua nascita (ne mancano due) l’All England Lawn Tennis and Croquet Club è il circolo di tennis più famoso del mondo, oltre che l’unico circolo privato a organizzare una prova del Grande Slam. Scopriamone nascita, storia e piccoli e grandi segreti. (a cura di Matteo Nanni)

Ricordi azzurri. Tacchini, l’uomo che portò il colore nel tennis

Tacchini 02

Prima tennista, poi imprenditore, ma sempre uomo in grado di vedere un passo più in là degli altri. Sergio Tacchini chiuse ancora giovane la sua carriera tennistica per prendere in mano quella, già avviata, da imprenditore e portare un marchio tutto italiano a competere con le multinazionali del settore. La Tacchini fu l’azienda che portò il colore nel tennis, ed ebbe – spesso in anticipo sulle concorrenti – l’apporto dei grandi di molte epoche, da Ilie Nastase a John McEnroe e Pete Sampras. (a cura di Matteo Nanni)

Ted Tinling, lo stilista al Servizio Segreto di Sua Maestà

Personaggio eccentrico, raffinato, Ted Tinling è stato a lungo il più rinomato sarto delle tenniste ma nel tennis e nella vita ha finito per ricoprire ruoli diversissimi tra loro, da quello di giocatore a quello di arbitro, da organizzatore a giornalista, da scrittore a consulente per il circuito femminile del Virginia Slim. Fu per un periodo della sua vita persino uno 007 nel Servizio Segreto di Sua Maestà. I suoi abiti sono conservati oggi al Museo di Wimbledon e al Victoria and ALbert Museum di Londra. (a cura di Matteo Nanni)

René Lacoste, l’obbligo di essere il più forte

Lacoste 01

René Lacoste fu il campione, tout court. Il giocatore di punta di una squadra che in Davis divenne leggendaria, il primo dei Quattro Moschettieri. Nel tennis incarnò la Francia, più di ogni altro. Forse per l’attenta, quasi meticolosa ricerca dei modi per essere il più forte di tutti. Vi riuscì in breve tempo e finalmente appagato poté mettere da parte la racchetta e dedicarsi ad altre cose, nelle quali avrebbe ricominciato da capo la sua eterna ricerca dell’unica cosa che lo interessava: essere il migliore. (a cura di Daniele Azzolini)

Ricordi azzurri. Maioli, più di un numero due

Maioli 02

Uno dei giocatori più in vista del tennis italiano anni Sessanta, sei titoli assoluti, tre vittorie in tornei internazionali e cinque anni di Davis nel suo palmares. Oggi Giordano Maioli è a capo del settore tennis di una delle aziende storiche dell’abbigliamento sportivo italiano, l’Alpina, che gestisce il marchio Australian. (a cura di Nikita)

Fred Perry, l’anti-inglese

Wimbledon Perry...1 Jul 1935:  Fred Perry, the Wimbledon champion in play against R Menzel on No. 1 court.
Mandatory Credit: Allsport Hulton Getty/ALLSPORT

Negli anni 30 conquistò tre Wimbledon di fila e regalò quattro Davis al suo Paese, ma detestava le rigidità e le debolezze dei connazionali. E con il suo tennis tutto anticipo e arroganza dimostrò ai british che per vincere non basta il talento: occorre la cattiveria. (a cura di Stefano Semeraro)

Dal Kooyong a Flinders Park: 1988, l’anno del sorpasso

Mats Wilander 1988

La terza vittoria agli Open d’Australia di Mats WIlander inaugurò l’era del rebound ace. Era il 1988 e il torneo passò dall’erba del Kooyong al cemento del nuovo impianto a Flinders Park, poi diventato Melbourne Park. Mats sconfisse al quinto set Pat Cash e fu un duro colpo per i tifosi australiani, ma il torneo vinse ugualmente la sua battaglia, raddoppiando gli spettatori e ricominciando a salire nella considerazione dei tennisti e del pubblico mondiale del tennis. Prima gli Slam erano considerati tre e mezzo, dopo il 1988 tornarono a essere quattro, e da lì gli Australian Open divennero sempre più importanti. (a cura di Francesco Cianfarani)

Mark Edmondson, l’ultimo profeta

Mark_Edmondson_03

L’ultimo profeta del tennis australiano, l’ultimo vincitore degli Open di Melbourne. Quarant’anni fa… Mark Edmondson si impose nel 1976 e da allora il pubblico australiano aspetta che il miracolo si compia. Mark non fu un grandissimo del tennis, ma la sua carriera si riempì ugualmente di buoni risultati, soprattutto in doppio, specialità che lo vide alzare cinque volte un trofeo dello Slam (quattro Australian Open e un Roland Garros). In questa rapida scheda, ve lo presentiamo. (a cura di Matteo Nanni)

Heath, il primo Rodney

Heath il dritto

Il primo Rodney si chiamava Heath, ed era un tennista ribelle, un McEnroe ante litteram. Fu sua la vittoria iniziale agli Australian Championships, sui campi vicini al mare di St. Kilda. Un torneo come gli altri, allora, che però ha consegnato Heath alla storia del grande tennis. Fra i suoi risultati anche una finale in doppio a Wimbledon. (a cura di Fabrizio Fidecaro)

Da Melbourne a Melbourne

MELBOURNE, AUSTRALIA - FEBRUARY 01:  A general view of Rod Laver Arena as Novak Djokovic of Serbia plays a forehand in his men's final match against Andy Murray of Great Britain during day 14 of the 2015 Australian Open at Melbourne Park on February 1, 2015 in Melbourne, Australia.  (Photo by Cameron Spencer/Getty Images)

È il torneo del Grande Slam che ha subito i maggiori cambiamenti per quanto riguarda sede, superficie e data. Ma sono partiti da Melbourne, nel 1905, e a Melbourne sono tornati, prima nell’impianto del Kooyong, infine nell’attuale Melbourne Park. Ecco i fatti salienti di un torneo che quest’anno compie 101 anni di vita.